FRIULI-VENEZIA GIULIA
Febbre del Nilo in Italia: il Friuli-Venezia Giulia alza la sorveglianza
I casi aumentano a fine agosto; la regione di confine rafforza i controlli su zanzare e donazioni di sangue
Sergio Madrussan853 wordsEdition №90venerdì 21 agosto 2026 — Edizione № 90
A fine agosto il numero di infezioni da virus del Nilo occidentale in Italia è in aumento, secondo quanto riferisce The Local Italy, che dedica un approfondimento alla malattia e alle misure di protezione. La febbre del Nilo, trasmessa dalla puntura di zanzare infette, colpisce ogni estate diverse regioni italiane, con un picco che tradizionalmente si registra proprio tra agosto e settembre.
La copertura internazionale sottolinea che la maggior parte delle persone infette non mostra sintomi, ma in una piccola percentuale di casi — soprattutto tra gli anziani e i soggetti fragili — la malattia può evolvere in forme neuroinvasive gravi. Le autorità sanitarie raccomandano l'uso di repellenti, zanzariere e la rimozione dei ristagni d'acqua, misure che diventano cruciali nelle aree più esposte.
Per il Friuli-Venezia Giulia la questione non è nuova: la regione, con il suo clima che passa dal continentale all'adriatico e le zone umide della Bassa Friulana e della laguna di Grado e Marano, è da anni tra le aree monitorate con maggiore attenzione. Il sistema di sorveglianza regionale, che include il controllo delle zanzare e il test sulle donazioni di sangue, è considerato un modello di prevenzione nel panorama nazionale.
