SARDEGNA
Febbre del Nilo in Italia: la Sardegna osserva la diffusione
L'isola monitora il virus trasmesso dalle zanzare mentre i casi salgono nel Nord Italia
Gavino Sanna811 wordsEdition №90venerdì 21 agosto 2026 — Edizione № 90
Il numero di infezioni da virus del Nilo occidentale è in aumento in Italia alla fine di agosto, secondo quanto riportato da The Local Italy. L'epidemia, concentrata principalmente nelle regioni settentrionali del paese, ha spinto le autorità sanitarie a intensificare i controlli e a raccomandare misure di protezione individuale contro le punture di zanzara.
La Sardegna, con il suo clima mediterraneo e le zone umide costiere, osserva con attenzione la diffusione del virus. L'isola, che in passato ha registrato casi sporadici di West Nile, monitora la situazione attraverso i sistemi di sorveglianza regionali, consapevole che le condizioni ambientali locali potrebbero favorire la presenza delle zanzare vettrici.
Le autorità sanitarie italiane raccomandano l'uso di repellenti, zanzariere e abiti protettivi, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando le zanzare sono più attive. La maggior parte delle persone infette non mostra sintomi, ma in casi rari il virus può causare forme gravi di encefalite o meningite, particolarmente pericolose per gli anziani e i soggetti immunodepressi.
Il virus del Nilo occidentale, trasmesso principalmente dalle zanzare del genere Culex, è diventato un appuntamento estivo ricorrente in Italia. The Local Italy ha riferito che il numero di infezioni è in aumento alla fine di agosto, con focolai concentrati soprattutto nelle regioni del Nord come Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, dove le condizioni climatiche e la presenza di zone umide favoriscono la proliferazione dei vettori.
Per la Sardegna, la questione non è nuova. L'isola ha una lunga storia di malattie trasmesse da artropodi, dalla malaria, debellata a metà del Novecento, alla più recente diffusione della febbre bottonosa del Mediterraneo. La presenza di stagni costieri e zone umide, come lo Stagno di Molentargius a Cagliari o lo Stagno di Cabras in provincia di Oristano, crea habitat ideali per le zanzare, rendendo la sorveglianza entomologica una priorità per le autorità locali.
Il sistema di sorveglianza italiano, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, prevede il monitoraggio dei casi umani, ma anche dei pool di zanzare e degli uccelli selvatici, che fungono da serbatoio del virus. In Sardegna, i piani regionali di prevenzione includono campagne di disinfestazione mirate e controlli veterinari sugli equini, anch'essi sensibili al virus.
La stagione estiva del 2026 è stata caratterizzata da un'estate particolarmente calda e secca, condizioni che possono influenzare la dinamica di trasmissione del virus. Le alte temperature accelerano il ciclo di replicazione del virus all'interno delle zanzare, aumentando potenzialmente il rischio di trasmissione all'uomo in aree dove il vettore è presente.
Le autorità sanitarie italiane hanno raccomandato ai cittadini di svuotare regolarmente i contenitori d'acqua stagnante, come sottovasi e secchi, che possono diventare siti di riproduzione per le zanzare. L'uso di larvicidi nelle caditoie e nei tombini è un'altra misura comune adottata dai comuni sardi durante i mesi estivi.
La maggior parte delle infezioni da West Nile è asintomatica, ma circa il 20% dei casi presenta sintomi simil-influenzali come febbre, mal di testa e dolori muscolari. Meno dell'1% delle persone infette sviluppa forme neuroinvasive gravi, che possono essere fatali, soprattutto tra gli over 65.
Il Friuli-Venezia Giulia, una delle regioni più colpite, ha recentemente intensificato la sorveglianza, come riportato da The Local Italy. La regione ha attivato protocolli di controllo più stringenti, inclusa la notifica immediata dei casi sospetti e il monitoraggio delle donazioni di sangue, per prevenire la trasmissione trasfusionale del virus.
Per la Sardegna, la vicinanza geografica con le rotte migratorie degli uccelli provenienti dall'Africa subsahariana rappresenta un fattore di rischio aggiuntivo. Gli uccelli migratori possono introdurre il virus nell'isola, dove le zanzare locali possono poi trasmetterlo all'uomo e agli animali.
Le autorità sanitarie sarde hanno attivato negli anni scorsi piani di emergenza per il West Nile, che includono la sorveglianza attiva dei casi umani e la raccolta di dati entomologici. Questi piani vengono aggiornati in base all'evoluzione della situazione epidemiologica nazionale.
Il turismo, pilastro dell'economia sarda, aggiunge un ulteriore livello di complessità alla gestione del rischio. Con milioni di visitatori che ogni estate affollano le coste dell'isola, le autorità sanitarie devono bilanciare la prevenzione con la necessità di non allarmare i vacanzieri, che potrebbero essere scoraggiati da notizie di focolai attivi.
Le raccomandazioni per i viaggiatori includono l'uso di repellenti cutanei, l'installazione di zanzariere nelle strutture ricettive e l'evitare di trascorrere lunghe ore all'aperto al crepuscolo. Gli hotel e i campeggi sardi sono invitati a collaborare con le autorità locali nelle campagne di prevenzione.
Il vaccino contro il West Nile esiste per i cavalli, ma non è disponibile per l'uomo. La prevenzione si basa quindi principalmente sul controllo dei vettori e sulla protezione individuale, un approccio che le autorità sarde conoscono bene, avendo gestito per decenni altre malattie trasmesse da zanzare.
La situazione resta sotto controllo, ma la vigilanza non deve allentarsi. Con l'autunno alle porte, le temperature inizieranno a scendere e l'attività delle zanzare diminuirà, ma il virus continuerà a circolare negli uccelli selvatici, pronto a riemergere con la prossima stagione estiva.
