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LOMBARDIA

Zegna sfida il lusso in crisi con sfilata a Los Angeles

Il brand menswear italiano si unisce a Dior e Gucci nella strategia di cercare crescita negli Stati Uniti. Milano punta sull'America mentre l'Europa langue

Beatrice Comolli1,389 wordsEdition6sabato 6 giugno 2026 — Edizione № 6

Zegna, il marchio menswear italiano fondato nel 1910 nella provincia di Alessandria, ha scelto Los Angeles per presentare la sua collezione questa settimana, unendosi a una migrazione di lusso europeo verso gli Stati Uniti. Secondo The Business of Fashion, il brand si posiziona accanto a Dior, Gucci e Louis Vuitton nella strategia di cercare crescita in un mercato dove i consumatori rimangono più resilienti rispetto all'Europa.

La mossa riflette una realtà scomoda per il lusso italiano: il mercato domestico e quello europeo sono in difficoltà strutturale. Il settore del lusso globale ha registrato una contrazione nel primo trimestre 2026, con i brand europei particolarmente colpiti da una combinazione di inflazione, calo della fiducia dei consumatori e spostamento della domanda verso i mercati emergenti. Gli Stati Uniti, dove il consumo di lusso rimane più solido grazie al mercato dei super-ricchi, rappresentano un'ancora di salvezza.

Per la Lombardia, che ospita una quota significativa della produzione di lusso italiano — dai tessuti alle pelli, dai bottoni ai componenti di moda — questa strategia ha implicazioni dirette. Se i brand spostano le loro presentazioni e il loro focus di marketing verso l'America, significa che le fabbriche lombarde che forniscono componenti di qualità devono adattarsi a una catena di approvvigionamento sempre più orientata verso i mercati americani.

La scelta di Los Angeles non è casuale. Secondo gli analisti citati da The Business of Fashion, la città ospita una concentrazione crescente di ultra-high-net-worth individuals, il segmento di mercato dove il lusso continua a prosperare. Mentre i consumatori di classe media in Europa tagliano i consumi discrezionali, i miliardari americani continuano a spendere per beni di lusso. Zegna, che posiziona i suoi abiti tra i 2.000 e i 5.000 dollari per capo, mira direttamente a questo segmento.

Il contesto europeo è desolante. Secondo i dati di Bain & Company citati da Bloomberg, il lusso europeo ha registrato una contrazione del 3 per cento nel primo trimestre 2026. La Francia, tradizionalmente il cuore del lusso mondiale, ha visto i consumi di articoli di lusso crollare del 5 per cento anno su anno. L'Italia, che rappresenta circa il 10 per cento del mercato globale del lusso, ha subito pressioni simili, con i brand italiani che vedono i loro clienti europei ridurre gli acquisti.

Milano, che ospita la Fashion Week e rimane il centro gravitazionale del lusso italiano, sta vivendo una trasformazione. I brand storici come Prada, Versace e Armani hanno già diversificato le loro strategie di presentazione, alternando sfilate a Milano con eventi in altre città globali. Zegna segue questa tendenza, ma con una particolarità: il brand rimane fortemente legato alla sua produzione in Italia, in particolare alla lavorazione dei tessuti in Piemonte e alla confezione in Lombardia.

La sfilata di Los Angeles avrà luogo venerdì presso una location ancora non ufficialmente confermata, ma secondo fonti citate da WWD (Women's Wear Daily), probabilmente uno spazio nel centro di Los Angeles. L'evento sarà trasmesso in diretta sui canali digitali di Zegna, raggiungendo i clienti globali. Questo modello ibrido — evento fisico negli Stati Uniti, trasmissione digitale globale — è diventato standard nel lusso post-pandemia.

Per Zegna, la sfilata rappresenta anche un'occasione per consolidare la sua posizione come brand menswear di eccellenza. Il marchio ha registrato una crescita del 12 per cento nei ricavi nel 2025, trainata principalmente dal mercato americano e dai mercati asiatici. L'Europa ha contribuito solo il 35 per cento dei ricavi totali, in calo rispetto al 45 per cento di cinque anni fa. Questo shift geografico è evidente anche nella struttura organizzativa: Zegna ha aperto nuovi flagship store a New York e Los Angeles, mentre ha ridotto la sua presenza fisica in Europa.

La strategia di Zegna si inserisce in un movimento più ampio del lusso italiano verso l'America. Secondo gli analisti di Morgan Stanley citati da Financial Times, il lusso italiano nel suo complesso sta reindirizzando i suoi sforzi di marketing e distribuzione verso gli Stati Uniti, dove il mercato rimane meno saturo e i margini rimangono più alti. I brand italiani di lusso hanno storicamente sofferto di una percezione di 'vecchio' lusso, legato alla tradizione artigianale. Negli Stati Uniti, questa stessa caratteristica è vista come esclusività e autenticità, permettendo ai brand di comandare prezzi più alti.

La Lombardia, che fornisce circa il 40 per cento dei componenti di lusso utilizzati dai brand italiani, beneficia indirettamente di questa strategia. Le fabbriche di bottoni a Como, i tintori di Varese, i produttori di accessori metallici intorno a Brescia vedono i loro ordini legati sempre più al ciclo di produzione orientato verso il mercato americano. Tuttavia, questo comporta anche rischi: se la domanda americana dovesse indebolirsi, l'intera catena di approvvigionamento lombarda ne soffrirebbe.

Il summit RLC Fashion tenutosi a Milano il 3-4 giugno ha affrontato esplicitamente questa questione. Secondo Let's Data Science, il summit ha riunito leader globali del lusso presso il Four Seasons Hotel Milano per discutere di 'nuova geografia della crescita' e 'reinvenzione del desiderio'. La partecipazione di Zegna a questo evento, seguito dalla sfilata a Los Angeles, suggerisce che il brand sta deliberatamente posizionandosi come ponte tra l'artigianato italiano e il mercato americano.

La sfida per Zegna — e per il lusso italiano in generale — è mantenere l'autenticità e la qualità artigianale mentre si adatta a un mercato globale sempre più competitivo. Secondo i commenti di analisti citati da The Business of Fashion, i brand che riusciranno a raccontare una storia coerente di eccellenza italiana, pur adattandosi ai gusti e alle aspettative dei consumatori americani, prospereranno. Quelli che rimangono ancorati a una visione nostalgica del passato rischiano di diventare irrilevanti.

La sfilata di Los Angeles sarà osservata attentamente non solo dai clienti e dai media, ma anche dai fornitori lombardi. Se Zegna riesce a generare buzz e ordini significativi dal mercato americano, potrebbe incoraggiare altri brand italiani a seguire lo stesso percorso, creando una nuova dinamica nella catena di approvvigionamento del lusso italiano. Se invece la sfilata delude, potrebbe segnalare che la strategia americana del lusso italiano ha limiti strutturali.

Nel frattempo, Milano rimane il palcoscenico dove il lusso italiano si presenta al mondo durante la Fashion Week. Ma sempre più, i veri decisori — i clienti ultra-ricchi e i retailer globali — si trovano altrove. Zegna lo sa, e per questo ha scelto Los Angeles.

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